Nascita del Partito Popolare Italiano: sette anni che cambiarono la storia

Era il 1919 quando Don Luigi Sturzo fondò il Partito Popolare Italiano, un partito politico ispirato alla dottrina cattolica. La sua nascita segnò un profondo cambiamento nella storia perché rappresentò per i cattolici italiani l’occasione di ritornare alla vita politica dopo il non expedit ossia la disposizione della Santa Sede con la quale Pio IX vietò ai cattolici di prendere parte alle elezioni politiche.

Tale disposizione fu abolita proprio nel 1919 da Papa Benedetto XV permettendo di fatto la realizzazione del Partito guidato da Sturzo che fu fondato insieme a Giovanni Bertini, Giovanni Longinotti, Angelo Mauri, Remo Vigorelli e Giulio Rodinò.

Partito Popolare Italiano: le elezioni e il programma

Don Luigi Sturzo: foto segretario Partito Popolare
Don Luigi Sturzo, segretario fondatore del PPI

Immediatamente dopo la sua fondazione il Partito poteva contare in Parlamento su un numero di deputati pari a 19, un numero però destinato a salire con le elezioni politiche del 16 Novembre 1919 dove vennero raccolti numerosi consensi e il numero dei deputati salì a 100.

In tale contesto il Partito si impose come una forza importante nel panorama politico.

 

 

Il programma portato avanti e sponsorizzato dagli esponenti era focalizzato su:

  • Estensione del voto alle donne;
  • Libertà della Chiesa;
  • Libertà di insegnamento;
  • Introduzione di un sistema di autonomia delle Regioni e degli enti pubblici;
  • Integrità della famiglia.

Alle prime elezioni seguirono quelle del 1921 dove il Partito confermò la sua popolarità. Tuttavia, a seguito della Marcia su Roma nel 1922 e la nascita del Governo Mussolini, si crearono le prime fratture interne causate dal fatto che alcuni esponenti del Partito si allinearono su posizioni filo-fasciste e decisero di abbandonare il Partito stesso. Un fatto che provocò le dimissioni di Don Luigi Sturzo da segretario del Partito il 10 Luglio del 1923.

Le elezioni del 1924 segnarono un primo declino, il numero dei deputati scese a 39 e il Partito divenne il primo partito anti- fascista.

I motivi di una rapida diffusione

Il successo del Partito Popolare fu certamente dovuto al fatto che questo si impose come un Partito diverso, espressione degli interessi del Vaticano. In breve tempo riuscì ad acquisire un gran numero di consensi e si differenziò grazie anche al suo modo di agire e alle sua specifiche caratteristiche.

È ancora oggi ricordato come interclassista ossia in grado di promuovere la collaborazione tra le differenti classi sociali con il conseguente rifiuto della lotta di classe e una pacifica convivenza. Inoltre era apertamente interconfessionale, ovvero pur essendo formato perlopiù da cattolici non era un Partito cattolico.

Partito Popolare Italiano: la scomparsa nel 1926

Nel 1926, dopo ben sette anni, il Partito fondato da Luigi Sturzo si sciolse. Tutti i suoi componenti furono costretti all’esilio e al ritiro dalla vita politica. Nonostante però la sua breve vita, il Partito Popolare ha lasciato un segno indelebile nella storia. Sicuramente fu un partito molto forte che riuscì a portare avanti idee di cambiamento radicali. Probabilmente prima di allora nessun altro partito era riuscito a imporsi così.

Non a caso, la nascita, l’evoluzione e la scomparsa di questo Partito sono diventati oggetto di studio da parte di tantissimi studenti.

News Reporter