STATUTO DEL PARTITO POLITICO i POPOLARI di ITALIA DOMANI

STATUTO DEL PARTITO POLITICO

“I POPOLARI DI ITALIA DOMANI”

PREAMBOLO

Il partito de I POPOLARI DI ITALIA DOMANI nasce dalla scissione operata all’interno dell’UDC in seguito alla manifestata volontà di quest’ultimo partito – per il tramite del leader Casini – di dare corso a una nuova e fallimentare stagione di centro sinistra in Italia.

In effetti, il P.I.D., acronimo di  I Popolari Di Italia Domani si caratterizza quale partito di diretta derivazione democristiana la cui finalità è traghettare nel terzo millennio, alla luce del confermato quadro bipolare italiano -  il bagaglio culturale della tradizione dei cattolici democratici in politica, così realizzando il ricongiungimento della stessa - con tutte le forze che vi si richiamano – all’insegna e sotto la bandiera del partito popolare europeo.

Si ritiene, in definitiva, che la fattispecie di unità dei popolari europei in Italia – sia essa federativa o associativa -  debba essere condizione indispensabile per la costituzione di quell’idem sentire sul piano valoriale, etico e morale da cui solo può nascere la concreta possibilità di elaborare e realizzare linee di programma all’altezza delle difficili sfide globali che ci pone oggi la realtà internazionale nel quadro di una politica democratica di alleanze, appunto, programmatiche.

Gli elementi costitutivi brevemente sopra cennati, e politici, e programmatici, trovano compiuta definizione nel manifesto dei valori cui sul punto si rimanda.


Art.1 – I SOCI

Possono essere soci de “I Popolari Di Italia Domani” i cittadini italiani e i cittadini stranieri, residenti in Italia da almeno 5 anni, che abbiano compiuto i 16 anni di età e che abbiano fatto domanda di adesione.

L’accettazione della domanda di adesione è subordinata alla condivisione del Manifesto Politico ed alla sottoscrizione del Codice deontologico e della liberatoria di consenso per la gestione dei dati personali contenuti nella domanda di iscrizione, ai sensi del Dlgs. 196/2003, art. 13.

I soci hanno il diritto di esercitare l’elettorato attivo e passivo, possono partecipare all'attività del partito e contribuire alla determinazione della linea politica e possono essere candidati alle elezioni politiche ed amministrative.

Ogni socio è tenuto all'osservanza dello Statuto e dei deliberati degli organi statutari e deve concorrere alla loro attuazione; in particolare è tenuto a partecipare attivamente alla vita del partito e svolgere una costante azione di presenza politica negli ambienti nei quali vive ed opera.

Inoltre egli opererà per garantire l'unità del partito e dovrà astenersi da ogni azione e da ogni atteggiamento che possa essere di nocumento all'immagine del Partito,  sarà rispettoso delle norme di convivenza democratica e dei diritti delle minoranze, sarà tenuto ad un'irreprensibile condotta morale e politica e concorrere, secondo le proprie possibilità, a sostenere economicamente il Partito.

Art.2 – ISCRIZIONE AL PARTITO

Il tesseramento è aperto dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno; al socio spetta il diritto di rinnovo dell'iscrizione con versamento della quota entro il 30 aprile.

La Direzione Nazionale approva il regolamento di Adesione predisposto dal Segretario Nazionale, fissa l'importo della quota associativa e delle quote differenziate per fasce di età.

La domanda di adesione, sottoscritta dall'aspirante socio, è presentata, con il contestuale versamento della quota d'iscrizione, personalmente alla competente sezione territoriale ovvero in occasioni di manifestazioni di partito di particolare rilievo nel corso delle quali gli organi di partito promuovano campagne di tesseramento.

E' territorialmente competente la sezione nel cui territorio il cittadino ha la residenza anagrafica.

Il cambiamento di residenza anagrafica comporta il trasferimento d'ufficio del socio iscritto in una sezione territoriale alla sezione di nuova competenza.

E’ ammessa deroga alla norma di cui ai precedenti commi esclusivamente per i parlamentari, i consiglieri regionali e provinciali.

Non possono essere iscritti al partito coloro che, in riferimento al Codice deontologico ed al Manifesto politico, aderiscano ad associazioni o movimenti aventi finalità politiche o ideali contrastanti con quelle del Partito e non abbiano una condotta civica e politica ineccepibile.

Art. 3 – ORGANO DEL PARTITO

Il Partito è articolato in strutture di livello nazionale, regionale, provinciale, comunale e sezionale.

Sono Organi del Partito per tutti i livelli territoriali:

a)         Il Segretario politico;

b)         Il Segretario amministrativo;

c)         La Direzione;

d)         L’Assemblea;

e)         Il Congresso;

f)         La Sezione territoriale e d’ambiente.

Art. 4 -  IL SEGRETARIO POLITICO

L'elezione dei Segretari politici, a tutti i livelli, avviene, nel corso dei rispettivi Congressi, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta dei voti validi, con eventuale ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti, sulla base di candidature collegate ad una lista di candidati a componente il rispettivo Comitato.

Ciascuna lista deve essere sottoscritta da almeno il 20% degli iscritti e/o delegati e devono indicare il nome, il cognome e la data di nascita dei candidati ed essere firmate per accettazione; deve inoltre contenere un numero di candidati non inferiore al 50% e non superiore al numero dei componenti che sarà stabilito dal Congresso per quel livello territoriale; deve inoltre comprendere un numero di candidate donne pari ad almeno il 25% dei candidati.

Alla lista del candidato eletto Segretario vengono assegnati almeno il 60% (sessantapercento) dei componenti; i restanti seggi sono attribuiti proporzionalmente tra altre liste.

I candidati risultano eletti in ordine di lista fino all’esaurimento del numero di seggi proporzionalmente attribuiti alla lista stessa.

Non sono ammessi voti di preferenza.

Il candidato Segretario è collegato ad una lista di candidati a componente il rispettivo Comitato, va considerato capolista della stessa e quindi il primo degli eletti.

E’ ammessa la elezione per acclamazione qualora venga presentata una sola lista.

Il Segretario ha la rappresentanza politica dell’organo, ne promuove e ne indirizza l'attività, convoca e presiede la Direzione e l’Assemblea, istituisce e coordina i settori e gruppi di lavoro in relazione alle concrete esigenze di presenza politica e amministrativa del partito nella società ed infine nomina, sentita la Direzione, uno o più vicesegretari e i responsabili dei settori, scegliendoli anche al di fuori di essa.

Il Segretario politico nazionale gestisce la denominazione ed il simbolo del partito ed autorizza il deposito del contrassegno e la presentazione dei candidati alle competizioni elettorali, esprime ai gruppi parlamentari l’indirizzo politico del Partito e guida le delegazioni incaricate di intervenire per la formazione dei governi.

Art. 5 - IL SEGRETARIO AMMINISTRATIVO

Ai fini dell’art. 36 e seguenti del Codice Civile la rappresentanza legale del Partito spetta, per gli atti degli organi nazionali, al Segretario amministrativo nazionale che è altresì abilitato alla riscossione dei contributi previsti dalla legge ed in particolare dalla legge del 2 maggio 1974 n. 195 e successive modificazioni ed integrazioni; per gli atti del Comitato regionale la rappresentanza legale spetta al Segretario amministrativo regionale, per gli atti del Comitato provinciale, al Segretario amministrativo provinciale, per gli atti del comitato comunale, al Segretario amministrativo comunale e per gli atti della Sezione, al Segretario di Sezione.

Il Segretario amministrativo è componente di diritto con voto deliberativo della Direzione e dell’Assemblea di pari livello.

Art. 6 - LA DIREZIONE

La Direzione viene eletta dall’Assemblea ed è composta da un numero di componenti non superiore al 10% (diecipercento) dei componenti dell’Assemblea correlata.

La Direzione approva annualmente, su proposta del Segretario politico e sulla base delle linee programmatiche deliberate dall'Assemblea, il piano di lavoro dell’organo, nell'ambito dei deliberati congressuali e degli indirizzi dettati dalla Direzione Nazionale e dagli altri organi di partito; inoltre, su proposta del Segretario Politico, elegge tra i propri componenti, aventi voto deliberativo, il Segretario Amministrativo e può indicare personalità, anche se non iscritte al partito, da chiamare a partecipare con voto consultivo ai propri lavori in rappresentanza degli ambienti sociali, culturali, economici e delle associazioni di ispirazione cristiana e popolare.

La Direzione Nazionale, in particolare, delibera, sentiti i direttivi dei gruppi parlamentari, in ordine alla soluzione delle crisi di Governo.

Sono componenti di diritto con voto deliberativo i membri dell’organo di governo di pari livello competenti territorialmente.

Sono componenti di diritto della Direzione Nazionale con voto deliberativo i Parlamentari nazionali ed europei, i Presidenti ed Assessori di Regione, i Consiglieri regionali, i Presidenti di provincia ed i Sindaci dei comuni capoluogo.

I soci fondatori dell’Associazione Italia Domani sono componenti di diritto con voto consultivo di tutti gli organi di Partito.

Su proposta del Segretario Politico, la Direzione Nazionale approva le candidature per il Parlamento europeo, per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica e per la Presidenza di Regione; su proposta del Segretario Politico Regionale, la Direzione Regionale approva le candidature per i Consigli regionali, per la cariche di Presidente di Provincia e di Sindaco dei comuni capoluogo; su proposta del Segretario Politico Provinciale, la Direzione Provinciale approva le candidature per i Consigli provinciali, comunali e per la cariche di Sindaco.

Art. 7 – L’ASSEMBLEA

L'Assemblea è l'organo deliberativo del Partito ed ha il compito di eleggere il segretario, eleggere la direzione con metodo proporzionale, concorrere all'elezione degli organi di partito superiori mediante la elezioni dei delegati ai Congressi, approvare la relazione annuale del Segretario politico ed il bilancio consuntivo e preventivo redatto dal Segretario amministrativo e le linee programmatiche sulle attività; ha inoltre il compito di discutere su argomenti di carattere politico, nonché su quelli di carattere amministrativo  e sui problemi organizzativi, formulare proposte agli organi superiori sui programmi e sugli orientamenti per le elezioni.

L’Assemblea dovrà riunirsi almeno due volte l’anno per l’approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo.

L’Assemblea nazionale controlla l’attività del Partito e sovrintende agli organi di garanzia statutaria.

L’Assemblea è composta dagli eletti nel numero deliberato dal Congresso e dai componenti di diritto.

Sono componenti di diritto con voto deliberativo i membri dell’assemblea elettiva o dell’organo di governo di pari livello competenti territorialmente.

Sono componenti di diritto dell’Assemblea Nazionale con voto deliberativo i Parlamentari nazionali ed europei, i Presidenti di regione, gli Assessori ed i Consiglieri regionali, i Presidenti di provincia, gli Assessori ed i Consiglieri provinciali, i Sindaci, gli Assessori ed i Consiglieri dei comuni capoluogo.

L’Assemblea nazionale deve essere convocata entro quindici giorni dalla proclamazione delle elezioni politiche e/o dalla risoluzione di crisi di Governo.

Art. 8 – IL CONGRESSO

Il Congresso è l’assemblea dei soci e/o delegati eletti.

Il Congresso è ordinario e straordinario.

I delegati sono eletti da tutti i soci nelle sezioni e secondo le modalità previste dal regolamento predisposto dal Segretario politico nazionale ed approvato dalla Direzione nazionale.

Al Congresso partecipano, con solo diritto di parola, i componenti delle Assemblee degli Organi superiori competenti territorialmente.

Il Congresso ordinario si riunisce ogni tre anni nella data, nel luogo e con l’ordine del giorno fissati dalla Direzione uscente, la quale ne approva il regolamento, per discutere la relazione del Segretario Politico ed i temi del Congresso, proporre i programmi e deliberare gli indirizzi della politica del Partito, eleggere il Segretario politico e l’Assemblea.

Il Congresso straordinario si riunisce, con specifico ordine del giorno, per deliberazione della Direzione dell’organo immediatamente superiore o quando ne faccia richiesta almeno 1/5 dei componenti della correlata Assemblea.

Il Congresso nazionale è l’assemblea dei delegati eletti dai congressi provinciali.

Al congresso nazionale partecipano, con solo diritto di parola, i Parlamentari nazionali ed europei, i Consiglieri e gli Assessori regionali, i Presidenti di Provincia, i Sindaci dei comuni capoluoghi, i Segretari provinciali del Partito e gli esponenti di associazioni e di formazioni sociali i quali s’ispirano ai principi ideali del Partito .

Art. 9– DURATA, RINNOVO E CONVOCAZIONE DEGLI ORGANI DI PARTITO

Gli organi del partito durano in carica tre anni.

Al loro rinnovo si procede in periodi dell'anno deliberati dall’Assemblea Nazionale.

La durata in carica dei singoli organi può essere prorogata in via eccezionale per un periodo non superiore alla metà del loro mandato.

Le deliberazioni relative alla proroga vengono adottate dalla Direzione dall’Organo immediatamente superiore e devono essere motivate ed assunte a maggioranza assoluta dei componenti; superati i termini di proroga, gli organi decadono automaticamente.

Gli organi del Partito devono essere altresì rinnovati quando sia venuta meno, per qualsiasi motivo, almeno la metà più uno dei loro componenti eletti o quando la metà più uno dei componenti eletti si dimetta contemporaneamente.

Gli organi collegiali del Partito devono riunirsi entro quindici giorni dalla loro elezione per procedere agli adempimenti previsti dallo Statuto o entro venti giorni dalla richiesta presentata, indicando l'ordine del giorno, da almeno 1/5 dei componenti aventi voto deliberativo; ove non si provveda alla convocazione sette giorni prima del termine previsto per la riunione, vi provvede il primo dei firmatari della richiesta.

Gli organi collegiali del partito e le assemblee ordinarie devono essere convocati anche quando lo richiede il Segretario politico dell'organo immediatamente superiore; ove non si provveda entro trenta giorni, il Segretario richiedente potrà effettuare direttamente la convocazione.

Art. 10 - DECADENZA DEGLI ORGANI DI PARTITO E NOMINA COMMISSARI

In caso di impedimento, dimissioni, decadenza del Segretario politico le rispettive Assemblee sono convocate entro trenta giorni dal primo degli eletti fra i componenti in carica, il quale nel frattempo assume la funzione di Segretario politico, allo scopo di eleggere il nuovo Segretario secondo le modalità di cui all’art.5 , sostituendo l’organo Congresso con l’organo Assemblea.

In caso di scioglimento di organi del Partito, il Segretario dell’organo immediatamente superiore provvede alla nomina di uno o più Commissari, che assumono le funzioni dell’organo sciolto, con il compito di convocare entro sessanta giorni l’Assemblea o il Congresso per la ricostituzione dell’organo; la durata della gestione commissariale può essere rinnovata una sola volta per gravi e motivate ragioni.

La delibera di nomina e di eventuale proroga della gestione commissariale deve essere comunicata entro 10 giorni, pena la nullità della deliberazione, anche alla Direzione degli organi superiori.

Alla scadenza del termine della gestione commissariale, in caso di mancato rinnovo dell'organo, la Direzione nazionale nomina uno o più Commissari ai quali viene affidata la rappresentanza politica ed amministrativa dell’organo per un periodo massimo di dodici mesi.

I commissari per il compimento dei singoli atti sono nominati dalla Direzione dell’organo immediatamente superiore e decadono con la esecuzione del mandato loro affidato.

Art. 11 – LA SEZIONE TERRITORIALE E D’AMBIENTE

I soci partecipano alla vita del Partito mediante la Sezione che è l'organo di base del Partito; la Sezione indirizza l'attività dei soci e svolge azione di formazione, di presenza e di proposta politica, essa è luogo d'impegno attivo e di servizio.

La Sezione territoriale di norma si identifica con un Comune; è comunque possibile costituire più sezione nei Comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti.

Le Sezioni territoriali devono essere costituite da almeno quindici soci che risiedono nello stesso Comune, le sezioni d’ambiente sono costituite da almeno dieci soci che operino negli stessi ambienti di lavoro o nello stesso centro di attività culturale, sociale o di associazionismo.

La costituzione delle sezioni territoriali e/o d’ambiente è ratificata dall’Assemblea provinciale entro sessanta giorni dalla richiesta.

Nei comuni ove operino più sezioni si costituisce l’Assemblea comunale in cui confluiscono tutti gli iscritti delle sezioni territoriali e d’ambiente del comune; per la ratifica di cui sopra vige il principio del silenzio/assenso.

Ai lavori dell’Assemblea comunale per la costituzione degli organi partecipano con voto deliberativo i segretari delle sezioni territoriali e d’ambiente e i consiglieri circoscrizionali.

Art. 12 - I GRUPPI PARLAMENTARI E I GRUPPI CONSILIARI

I Parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati si costituiscono in gruppo.

I Gruppi parlamentari per tutte le questioni di rilevanza politica, debbono attenersi all’indirizzo generale fissato dal Congresso nazionale ed alle direttive degli organi nazionali.

Ogni componente dovrà attenersi scrupolosamente alle decisioni collegialmente prese dal gruppo.

I gruppi parlamentari si danno un proprio regolamento che deve essere ratificato dalla Direzione nazionale.

I deputati europei aderiranno al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo.

Le disposizioni che precedono si applicano analogicamente ai componenti delle assemblee elettive di qualsiasi livello territoriale ed ai gruppi che essi costituiscono.

Art. 13- ORGANI DI GARANZIA

Sono organi di garanzia :

-           La Commissione Nazionale di Garanzia delle Adesioni;

-           La Commissione Provinciale di Garanzia delle Adesioni;

-           La Commissione Nazionale di Garanzia Statutaria;

-           La Commissione Regionale di Garanzia Statutaria;

-           Il Collegio Nazionale dei Probiviri;

-           Il Collegio Regionale dei Probiviri.

I componenti degli organi di garanzia non possono partecipare a riunioni che li riguardano direttamente.

Per la validità delle decisioni degli organi di garanzia è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti di ogni organo.

I componenti degli organi di garanzia non possono assumere altre cariche di Partito, salvo quanto previsto al successivo art.21.

Art. 14- COMMISSIONI DI GARANZIA DELLE ADESIONI

La Commissione Nazionale di Garanzia delle Adesioni è eletta dal Congresso nazionale; sino allo svolgimento del Congresso fondativo le funzioni della Commissione Nazionale di Garanzia delle Adesioni sono svolte dall’Ufficio di Coordinamento Nazionale.

La Commissione Provinciale di Garanzia delle Adesioni è eletta dal Congresso provinciale ed è composta da tre componenti effettivi e due supplenti; sino allo svolgimento del Congresso fondativo la Commissione provinciale di Garanzia delle Adesioni è nominata dal Coordinatore provinciale.

In seguito saranno elette e composte con le modalità approvate dal Congresso nazionale.

Le Commissioni di Garanzia delle Adesioni eleggono al loro interno il Presidente a maggioranza assoluta dai componenti, tra i membri effettivi.

Le Commissioni sono competenti al controllo dei requisiti morali degli aspiranti soci e della regolarità delle operazioni di adesione.

Le decisioni della Commissione provinciale sono appellabili alla Commissione nazionale con le modalità ed i termini indicati nel Regolamento che sarà predisposto dal Segretario nazionale ed approvato dalla Direzione nazionale.

Art. 15- COMMISSIONI DI GARANZIA STATUTARIA

La Commissione Nazionale di Garanzia Statutaria è eletta dal Congresso nazionale; sino allo svolgimento del Congresso fondativo le funzioni della Commissione Nazionale di Garanzia Statutaria sono svolte dall’Ufficio di Coordinamento Nazionale.

La Commissione Regionale di Garanzia Statutaria è eletta dal Congresso regionale ed è composta da cinque componenti effettivi e due supplenti; sino allo svolgimento del Congresso fondativi la Commissione regionale è nominata dal Coordinatore regionale.

In seguito le Commissioni saranno elette e composte con le modalità approvate dal Congresso nazionale.

Le Commissioni di Garanzia Statutaria eleggono al loro interno il Presidente a maggioranza assoluta dai componenti, tra i membri effettivi.

Le Commissioni regionali sono competenti sui ricorsi avverso atti di organi regionali, provinciali e comunali, sui ricorsi contro l’elezione di organi regionali, provinciali e comunali nonché avverso l’elezione dei delegati ai congressi regionali e provinciali.

La proposizione del ricorso non sospende la esecutività dell’atto impugnato, salvo diversa decisione dell’organo di garanzia statutaria.

I ricorsi debbono essere presenti personalmente, per raccomandata o per posta elettronica certificata entro i termini perentori sotto specificati:

a) entro dieci giorni dalla data in cui l’atto sia stato adottato o risulti che l’interessato ne abbia avuto conoscenza ;

b) entro tre giorni dalla proclamazione dei risultati delle singole assemblee pre-congressuali.

I ricorsi devono essere comunicati dal presentatore anche all’organo che ha emesso l’atto impugnato.

Gli interessati possono presentare memorie e produrre documenti entro 10 giorni dal ricevimento del ricorso.

Le decisioni delle commissioni non sono esecutive sino a quando non siano divenute definitive.

La Commissione regionale per le garanzie statutarie decide entro trenta giorni dal ricevimento del ricorso, prorogabili motivatamente di ulteriori 15 giorni per una sola volta; I termini di cui al primo comma sono ridotti a quattro giorni, non prorogabili, per i ricorsi relativi alle assemblee pre-congressuali.

In caso di mancata decisione entro i termini prescritti, il ricorso si intende accolto.

Il Segretario della commissione regionale provvede a trasmettere i relativi atti entro il termine perentorio di due giorni dalla scadenza del termine originario o prorogato.

La Commissione nazionale per le garanzie statutarie è organo di secondo grado ed è competente sui ricorsi avverso le decisioni della Commissione regionale, sui ricorsi contro l’elezione dei delegati al congresso nazionale ed avverso atti degli organi nazionali,

Le Commissioni di garanzia statutaria esaminano i ricorsi in ordine cronologico; possono derogare al criterio cronologico in casi di particolare urgenza.

L’esecuzione delle decisioni sui ricorsi è affidata agli organi competenti ad emanare gli atti impugnati e deve essere attuata entro dieci giorni dal ricevimento della notifica della decisione, salvo che in questa sia indicato un termine più breve.

Le commissioni, nei casi di particolare urgenza e nei casi in cui gli organi competenti non si conformino alla decisione o alle conclusioni dei ricorsi accolti per decorrenza termini, possono provvedere direttamente alla loro esecuzione, anche con la nomina di commissari per il compimento di singoli atti.

Le Commissioni possono altresì, nei casi di violazioni dello Statuto e dei regolamenti compiuti da organi del Partito, procedere alla loro sospensione per il periodo massimo di un mese od al loro scioglimento; in tal caso devono procedere alla nomina di un commissario straordinario per la convocazione dell’assemblea del Congresso.

In caso di tacito accoglimento del ricorso, il ricorrente deve notificare tempestivamente, a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, alla commissione nazionale di garanzia statutaria e all’organo che ha emanato l’atto impugnato la presa d’atto del tacito accoglimento del ricorso.

Art. 16 - COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Il Collegio nazionale dei Probiviri è eletto dal Congresso nazionale; sino allo svolgimento del Congresso fondativo le funzioni del Collegio nazionale dei Probiviri sono svolte dall’Ufficio di Coordinamento Nazionale.

Il Collegio regionale dei Probiviri è nominato dal Coordinatore regionale ed è composto da cinque componenti effettivi e due supplenti.

I Collegi in seguito saranno eletti e composti con le modalità approvate dal Congresso nazionale.

I Collegi dei Probiviri eleggono al loro interno il Presidente a maggioranza assoluta dai componenti, tra i membri effettivi.

Il Collegio dei Probiviri ha competenza sui provvedimenti disciplinari.

Il Collegio regionale è organo di prima istanza, può procedere d’ufficio e decide sulle misure disciplinari da adottare nei confronti degli iscritti e dei dirigenti di partito di livello sino a regionale.

Il Collegio nazionale dei Probiviri è organo di seconda ed ultima istanza e decide sulle misure disciplinari da adottare nei confronti dei dirigenti nazionali di partito.

E’ garantita la difesa del socio sulla base del principio della contestazione degli addebiti e del contraddittorio.

Il Presidente del Collegio contesta ai soci interessati con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno gli addebiti, comunicando anche il contenuto della denuncia o del ricorso eventuali.

Il Collegio nazionale dei Probiviri, con procedimento d’ufficio e deliberazione inappellabile, dichiara la cessazione dell’appartenenza al Partito dei soci che si presentano come candidati alle elezioni politiche e/o amministrative in liste e collegamenti diversi da quelli deliberati dal P.I.D. o comunque non approvati dagli organi competenti del Partito.

Il Collegio nazionale dei Probiviri, su istanza del Segretario nazionale, per atti di indisciplina che comportino gravi conseguenze politiche, può disporre, in caso di urgente necessità, la sospensione dell’iscritto a titolo cautelativo; in tal caso deve immediatamente deferire il socio al collegio dei probiviri di prima istanza competente per territorio.

Art. 17 - MISURE DISCIPLINARI

Le misure disciplinari sono:

a) il richiamo;

b) la sospensione;

c) l’espulsione.

Le misure disciplinari sono comminate dai Collegi dei Probiviri.

Il richiamo è una dichiarazione scritta e motivata di deplorazione e di biasimo ed è inflitta per lievi trasgressioni.

La sospensione è inflitta per trasgressioni ai doveri morali e politici che l’appartenenza al Partito comporta e non può superare la durata di dodici mesi; la sospensione superiore a tre mesi adottata con decisione definitiva dal collegio nazionale dei probiviri comporta la decadenza dalle cariche di Partito.

L’espulsione è inflitta per gravi violazioni dei doveri morali e politici che arrechino grave pregiudizio al Partito; essa è comunicata alla Sezione, al Comitato provinciale ed alla Direzione nazionale.

L’espulsione può essere resa pubblica con decisione dell’organo giudicante.

Le domande di riammissione al Partito di soci espulsi non possono essere presentate prima di un anno dall’espulsione; sulle domande deve esprimere un parere l’organo che ha comminato l’espulsione.

Il socio riammesso non potrà ricoprire cariche nel partito se non dopo 12 mesi dalla riammissione.

Contro la decisione del Collegio dei probiviri di prima istanza è ammesso il ricorso al Collegio nazionale dei probiviri che decide in via definitiva.

Il Collegio regionale dei probiviri, per gravi e motivate ragioni, può dichiarare la provvisoria esecuzione della decisione; il Collegio dei probiviri di seconda istanza può, su ricorso, sospendere l’esecuzione.

I Collegi dei probiviri emettono la decisione entro il termine perentorio di sessanta giorni dal ricevimento della denuncia o della segnalazione.

Qualora il collegio regionale dei probiviri, per gravi motivi, ritenga necessaria una proroga al termine per la decisione, deve disporla con ordinanza motivata e notificata agli interessati e al Collegio nazionale dei probiviri; la durata di tale proroga non può eccedere i trenta giorni; in caso di mancata decisione entro i termini previsti la competenza a decidere è devoluta al Collegio nazionale dei probiviri.

Qualora il collegio nazionale dei probiviri non emetta la decisione entro i centoventi giorni dal ricevimento della denuncia, la stessa si intende definitivamente archiviata.

Sono prive di qualsiasi effetto le decisioni prese dai collegi dei probiviri dopo il decorso dei termini previsti ai precedenti commi.

La impugnazione delle decisioni del Collegio regionale dei probiviri va, a pena di decadenza, proposta nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione al Collegio nazionale dei probiviri;

il mancato ricorso contro la decisione nei termini previsti rende esecutiva la decisione.

Tutti i termini per l’inoltro e l’esame dei ricorsi e per la impugnazione delle decisioni degli organi di garanzia e dei collegi dei probiviri sono sospesi dal venti luglio al venti settembre, dal venti dicembre al dieci gennaio e nei trenta giorni antecedenti e nei trenta seguenti le elezioni politiche ed europee ed i congressi del Partito.

Art.18 – GESTIONE FINANZIARIA

L’esercizio finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre.

La gestione finanziaria compete al Segretario amministrativo ed è sottoposta al controllo del Collegio dei Revisori, composto da tre revisori dei conti effettivi e due supplenti nominati dalla Direzione competente.

I revisori dei conti controllano altresì la regolare conservazione dei beni in dotazione agli organi del Partito.

Il Segretario amministrativo, coadiuvato dal Collegio dei Revisori, compila il bilancio preventivo e consuntivo che sottopone all’approvazione dell’Assemblea rispettivamente entro il 31 gennaio ed entro il 30 aprile di ogni anno.

Il Segretario amministrativo è responsabile della gestione finanziaria nei confronto degli organi statutari del Partito.

Le entrate del Partito sono le quote delle adesioni degli iscritti, i contributi volontari di soci ed elettori, i proventi delle manifestazioni del Partito, i proventi delle sottoscrizioni, i contributi previsti dalla legge, ogni altro provento ordinario e straordinario proveniente da alienazione di mobili, mobili registrati e immobili.

Ogni socio ha il dovere di contribuire, secondo le proprie possibilità, a sostenere economicamente il Partito.

Tutti gli iscritti eletti o chiamati a ricoprire cariche pubbliche remunerate contribuiscono al finanziamento delle attività di Partito in base agli emolumenti percepiti.

La Direzione competente per territorio stabilirà l’entità della contribuzione.

I contributi di cui ai commi precedenti devono essere corrisposti nelle forme di legge direttamente al Segretario amministrativo competente per territorio.

Una quota percentuale delle altre entrate di bilancio, effettivamente riscosse a livello nazionale, sarà erogata, a cura del Segretario amministrativo nazionale ai Segretari amministrativi regionali e provinciali, in base ad un piano di riparto approvato dalla Direzione nazionale.

I Gruppi consiliari regionali deliberano sull’utilizzazione dei contributi previsti per la loro attività da leggi regionali d’intesa con la Direzione regionale del Partito.

Art. 19 – INCOMPATIBILITA’


Il Segretario Politico non puo’ assumere cariche elettive in amministrazioni pubbliche di livello territoriale inferiore al livello del suo incarico.

I componenti degli organi di garanzia di cui all’art.13 non possono assumere altre cariche di Partito.

Art.20 - MODIFICA DELLO STATUTO

Le norme del Presente Statuto possono essere modificate dal Congresso nazionale del Partito a maggioranza assoluta dei voti rappresentanti.

Il Congresso può delegare alla Direzione nazionale la modifica dello Statuto con l’indicazione dei principi e dei criteri relativi nonché della maggioranza di voto necessaria per l’approvazione.

I Regolamenti previsti dal presente Statuto sono approvati dall’Assemblea nazionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Art.21 - NORMA FINALE

Sino allo svolgimento del Congresso fondativo le funzioni di Segretario Politico Nazionale saranno svolte dal Coordinatore Nazionale designato dall’assemblea dei soci di ITALIA DOMANI nella riunione del sei ottobre duemiladieci, le funzioni della Direzione nazionale e dell’Assemblea nazionale saranno svolte dall’Ufficio di Coordinamento nazionale composto dai soci fondatori di ITALIA DOMANI.

Le funzioni dei Segretari regionali saranno svolte dai Coordinatori regionali nominati dal Coordinatore nazionale, le funzioni dei Segretari provinciali saranno svolte dai Coordinatori provinciali nominati dal Coordinatore regionale e le funzioni dei Segretari comunali e sezionali dai Coordinatori comunali e sezionali nominati dal Coordinatore provinciale.

I Coordinatori così nominati costituiscono dei Coordinamenti che assumono le funzioni della Direzione e dell’Assemblea ed inoltre nominano il Segretario amministrativo di pari livello.

L’Ufficio di Coordinamento nazionale svolge tutte le funzioni in capo agli Organi di Garanzia nazionali del Partito di cui all’art. 13 del presente Statuto, sino alla approvazione dei relativi Regolamenti ed al loro insediamento.

Per quanto non previsto dal presente Statuto e dai regolamenti si osservano, in quanto compatibili, le norme del regolamento della Camera dei Deputati, della legislazione speciale in materia e, in subordine, le norme del codice civile.

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REPERTORIO N.   52698                                        RACCOLTA N. 14395

REGOLARIZZAZIONE DI ASSOCIAZIONE

REPUBBLICA ITALIANA

L'anno duemiladodici il giorno  tre del mese di dicembre. In Palermo, via Giorgio Castriota 9 nel mio studio Davanti a me dott. ENRICO MACCARONE notaio in Palermo, iscritto al Collegio Notarile di Palermo,  sono presenti:

- DI CARLO Domenico Renato, nato a Bompensiere il giorno 12 novembre 1951, residente in Palermo, Via Pacinotti n.34, codice fiscale DCR DNC 51S12 A957N;

- Maira Raimondo Luigi Bruno, nato a San Cataldo il giorno 2 settembre 1946 e residente in Caltanissetta, Via Corsica n.9, codice fiscale MRARND46P02H792H;

- CORDARO Salvatore, nato Palermo il 18 agosto 1967 ed ivi residente in Viale Francesco Scaduto n.14, codice fiscale CRD SVT 67M18 G273F.

Detti comparenti, cittadini italiani della cui personale identità io notaio sono certo, per questo atto premettono:

1) che in data 6 ottobre 2010 è stato costituito, nella forma giuridica dell'associazione non riconosciuta, un nuovo partito politico denominato "I POPOLARI DI ITALIA DOMANI", con sede legale in Roma, Corso Vittorio Emanuele II^ n. 229, codice fiscale 97635990589, come da verbale di pari data, registrato presso l’Agenzia delle Entrate, Roma-7, in data 31 gennaio 2011 al n. TJU RP 2011, il cui legale rappresentante è il comparente dr. Domenico Renato Di Carlo;

2) che i soci fondatori signori DOMENICO RENATO DI CARLO, RAIMONDO LUIGI BRUNO MAIRA, SALVATORE CORDARO, odierni comparenti, dichiarando di averne titolarità e diritto, intendono, a mezzo del presente atto, ripetere in forma pubblica non novativa e regolarizzare detta associazione;

3) che gli stessi intendono, nel contempo, trasferire la sede della stessa da Roma a Palermo, fermo restando che l'associazione come di seguito regolarizzata dovrà a tutti gli effetti di legge considerarsi come continuazione di quella descritta.

Tutto ciò premesso, a far parte integrante e sostanziale del presente atto, ai fini fin qui indicati detti comparenti convengono e stipulano quanto segue.

ARTICOLO  1

E' costituito tra i comparenti un partito politico, sotto la forma giuridica di associazione, non avente scopi di lucro, denominata “I POPOLARI DI ITALIA DOMANI”.

Il simbolo dell’Associazione è costituito da un cerchio incorniciato d’azzurro con al suo interno, su campo bianco, nella parte superiore la scritta “Cantiere Popolare” in caratteri di colore azzurro e, nella parte inferiore, la sagoma del Tricolore italiano.

ARTICOLO  2

L'associazione ha sede in Palermo, via Mario Vaccaro n. 11.

Essa potrà essere trasferita altrove e potranno altresì essere creati uffici di rappresentanza e delegazioni.

ARTICOLO  3

La durata dell'associazione è a tempo indeterminato.

ARTICOLO  4

Per quanto riguarda lo scopo associativo, l'amministrazione, la rappresentanza, i poteri degli organi associativi, le assemblee, i bilanci e quant'altro rilevante ai fini della vita dell'associazione valgono le norme di cui allo statuto sociale predisposto dai comparenti e che previa lettura da me notaio datane agli stessi si allega al presente atto segnato con lettera "A" per formarne parte integrante e sostanziale. Lo statuto avrà piena vigenza, ferma restando l'ovvia facoltà per l'assemblea, riunita in Ufficio di Coordinamento Nazionale, di ratificarlo nella sua interezza o modificarlo, anche in parte, adeguandolo alle mutate esigenze associative e politiche del momento, così come previsto in seno allo statuto stesso.

ARTICOLO  5

A comporre il primo Consiglio Direttivo (Ufficio di Coordinamento Nazionale) che sarà composto di numero tre membri vengono chiamati, nelle cariche a fianco di ciascuno precisate, i comparenti sigg.:

- Raimondo Luigi Bruno Maira , quale Segretario Politico Regionale (art. 4 Statuto);

- Domenico Renato Di Carlo, quale Segretario Amministrativo Nazionale e Legale Rappresentante (art. 5 Statuto)

-  Salvatore Cordaro, quale Consigliere (art. 6 Statuto)

Si conferma nella carica di Segretario Politico Nazionale l’On. Avv. Francesco Saverio ROMANO, assente a quest’atto.

ARTICOLO  6

Gli associati testè nominati a ricoprire cariche sociali dichiarano di accettare le cariche loro conferite a ciò non ostando causa alcuna di ineleggibilità o incompatibilità.

ARTICOLO  7

Per quant'altro non convenuto in seno al presente atto ed allegato statuto valgono le norme di legge in materia associativa.

ARTICOLO  8

Le spese del presente atto sono a carico della associazione.

E richiesto io notaio ho ricevuto il presente atto da me letto unitamente all'allegato ai comparenti che l'approvano.

E' scritto da persona di mia fiducia e da me notaio su un foglio per tre pagine e quanto di questa e viene sottoscritto alle ore diciotto

DI CARLO DOMENICO RENATO – SALVATORE CORDARO – MAIRA RAIMONDO LUIGI BRUNO –

DOTT. ENRICO MACCARONE NOTAIO